UNA TASSA SULLA SOLIDARIETA’

UNA TASSA SULLA SOLIDARIETA’

Il Governo ha promesso che ci ripenserà, ma solo il fatto di averlo pensato, anzi di averlo incluso nella Finanziaria, ci sembra assurdo e iniquo. Ci riferiamo al raddoppio dell’IRES, cioè dell’Imposta sui Redditi delle Società, applicato al cosiddetto Terzo Settore, vale a dire alle Associazioni di Volontariato, alle Cooperative Sociali, alle Fondazioni, alle Società di Mutuo Soccorso, ai Circoli ricreativo-culturali, alle Misericordie e via dicendo. Si tratta di un esercito di pace costituito,secondo gli ultimi dati ISTAT, da quasi sei milioni di persone, che operano senza scopo di lucro soprattutto nel campo sociale, culturale e sanitario, promuovendo attività di assistenza e di sostegno alle categorie più deboli e bisognose. Nella maggior parte dei casi le migliaia di Associazioni di Volontariato presenti nel nostro Paese dispongono di modeste risorse finanziarie, frutto del tesseramento dei Soci e di qualche donazione da parte dei privati, purtroppo sempre più rare, anche a causa del lungo periodo di recessione che stiamo vivendo.

Certo non si pretendono finanziamenti da parte di uno Stato indebitato fino al collo, ma che lo Stato si proponga di prelevare soldi proprio da quel settore che cerca di ovviare alle carenze delle Istituzioni Pubbliche, ecco, questo ci appare frutto di una grave miopia fiscale, se non di malafede.

Non vi sembra paradossale che, per trovare risorse da destinare ai cinque milioni di indigenti che altrimenti non riuscirebbero a tirare avanti, si deliberi di raddoppiare le imposte su quelle stesse Associazioni che provvedono ogni giorno ad alleviare i bisogni primari di chi è senza una casa, senza lavoro, senza qualcosa da mangiare? Oltre all’assistenza, non sono forse bisogni importanti anche la socializzazione, le attività culturali e ricreative, la tutela della salute, il sostegno allo studio?

Come al solito si colpisce nel mucchio, perché non si riescono o non si vogliono individuare e sanzionare le pseudo-ONLUS. Così il sedicente “Governo del Cambiamento” finisce per riprendere una delle misure fiscali più antiche e tradizionali: la tassa sui poveri. Ci viene in mente una celebre battuta di Ettore Petrolini sul prelievo fiscale: “E’ vero che i poveri hanno poco, ma sono tanti!!!”

“Gli amici del Cuore” di Modena si uniscono alle altre Organizzazioni del Terzo Settore nella ferma opposizione a un provvedimento iniquo e deplorevole, che contribuirebbe, se non ritirato a brevissima scadenza, a inaridire la linfa vitale di un volontariato oberato peraltro da tanti, troppi adempimenti burocratici.